In cucina non ci si ferma a compilare un gestionale. Ma le spese vanno segnate lo stesso — altrimenti a fine mese i conti non tornano.
Tascabile è nato proprio qui: tra i tavoli e i fornelli della Maison Touareg, un ristorante marocchino a Milano. Il problema era concreto: decine di piccole spese al giorno — il mercato la mattina, il fornitore del vino, i sacchetti, la bolletta — e nessun momento tranquillo per segnarle su un foglio o un programma.
La soluzione doveva stare dentro il ritmo del lavoro, non fuori. E il ritmo del lavoro, ormai, passa da WhatsApp.
Il gesto è questo: mandi un messaggio (anche un vocale) tipo "pagato 84€ di agnello al mercato". Tascabile capisce l'importo, riconosce la categoria — alimentari — e la salva. Nessun modulo, nessun menu a tendina. Una frase come la diresti a un collega.
Le categorie sono quelle vere di un locale: alimentari, bevande, forniture, utenze, personale, manutenzione, marketing. Chi tiene i conti riconosce subito dove sta andando il denaro.
Ogni spesa registrata finisce anche in un foglio Google collegato, che si aggiorna da solo. Così, quando serve fare i conti — con il commercialista, o solo per capire quanto è pesato il mese — è tutto già lì, in ordine, senza aver perso un secondo a ricopiare scontrini.
Non hai voglia di scrivere? Mandi la foto dello scontrino e Tascabile lo legge. È utile soprattutto per le liste della spesa: mandi la lista, poi mandi lo scontrino, e lui ti dice cosa manca davvero rispetto a quello che serviva.
Non è un gestionale da imparare. È un modo per non perdere le spese nel momento esatto in cui capitano — che è l'unico momento in cui è facile segnarle.
Scrivi a Tascabile su WhatsApp e registra la tua prima spesa.
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